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Posted by on Ago 3, 2014 in AUTO |

16a CRONOSCALATA DEL REVENTINO. DUELLO AL SOLE.

Il Campionato Italiano Velocità Montagna ha fatto tappa sulle verdi colline lametine, per la sedicesima edizione della Cronoscalata del Reventino. Nona prova del CIVM, questo appuntamento è sicuramente il più importante evento motoristico per la Calabria, e la partecipazione di piloti, 144 iscritti e ben 132 verificati, hanno sicuramente reso giustizia all’impegno degli organizzatori, il G.S. Racing Team di Lamezia. Il tracciato, che si snoda lungo la statale che collega l’uscita dal centro storico di Nicastro ed il suo coreografico castello con il comune di Platamia, è piuttosto impegnativo per piloti e mezzi, caratterizzato da un misto piuttosto serrato nella prima parte e più scorrevole nella seconda, senza allunghi di rilievo ma anche senza tornanti stretti. L’asfalto, ben tenuto e regolare, presenta alcuni cambi di composizione, costringendo i piloti a trovare soluzioni di compromesso per gestire al meglio il grip. Condizioni che premiano, senza dubbio, chi ha dimestichezza con le salite poco ritmiche e con continui cambi di direzione.

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La presenza dei big del CIVM e di tantissimi piloti locali ha richiamato un pubblico attento e numeroso, che ha riempito ogni anfratto disponibile lungo i sei chilometri del campo di gara.

Ma soprattutto, ad attrarre è stata la prospettiva di assistere ad uno spettacolo indimenticabile, magari trovando tra i protagonisti qualche pilota della corposa e qualificata rappresentanza calabrese, anche se, purtroppo, proprio tra loro si è registrata qualche defezione importante. Il reggino Scaramozzino, fresco protagonista al suo rientro nella gara di Fasano, non si è presentato alle verifiche. Speriamo, comunque, di rivederlo a sfidare curve e tornanti già dal prossimo appuntamento titolato. Non ha preso il via della gara anche l’atteso Iaria, che ha avuto problemi, irrisolvibili sul posto, alla sua Osella durante le prove di sabato.

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Non mancavano, invece, i duellanti di questa avvincente stagione del CIVM. Faggioli, con la sua Norma M20, arrivava da “mattatore” del Reventino con le sue quattro affermazioni, determinato ad interrompere la fuga in classifica del trentino Merli, già protagonista assoluto nell’ultima gara in Puglia. E duello è stato: serrato, avvincente e incerto fino all’ultimo metro prima delle fotocellule di Platania. Nella prima gara, corsa in condizioni di meteo coperto ed incerto, Faggioli brucia l’asfalto con uno straordinario 2.36.09. Poco dopo, Merli dimostra tutto il suo potenziale limitando il ritardo a mezzo secondo. Il secondo run, caratterizzato da un caldissimo sole, vedeva un Faggioli, determinato ma non impeccabile, fermare il cronometro a 2.37.94. Prima della salita dello sfidante del team Vimotorsport, il ritiro sul percorso di Conticelli ritardava di quasi mezz’ora le ultime partenze. Merli si trovava, così, nella delicatissima situazione psicologica di dover gestire la snervante attesa conoscendo, molto probabilmente, il tempo fatto registrare dal campione fiorentino. Merli sale pulito e preciso, cercando il colpaccio nell’ultimo settore del tracciato. Alla fine, il dislay segnava 2.37.77, miglior tempo di gara due. Ma non è bastato: con l’inezia di 34 decimi di secondo, Faggioli fa sua la 16a Cronoscalata del Raventino, quinta affermazione su questo percorso e settima affermazione stagionale. A completare il podio, l’ottima prestazione offerta da Scola, sempre più sicuro e redditizio nel gestire la sua Osella. Una grande soddisfazione per la “Calabria da corsa”, che permette di celebrare degnamente la gara di casa.

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L’altra attesa sfida, tra i prototipi del gruppo CN, ha visto l’affermazione di Magliona su Rosario Iaquinta, con un epilogo simile a quello che ha caratterizzato l’assoluta: Magliona batte il calabrese nel primo run, per poi subire la risposta vincente in gara due, ma mantenendo un secondo abbondante di vantaggio.

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Tra le vetture derivate dalla serie, si registra la bella affermazione di Fulvio Giuliani con la sua bellissima Lancia Delta Evoluzione, mentre non smette di stupire Domenico Chirico, che con la 106 della Jonia Corse Giarre vince la sua categoria 1600 e si “infila”, con il quinto posto della assoluta E1, tra le più performanti 2000 e 3000.

Tra le bellissime GT in gara, è il siciliano Cannavò ad avere la meglio, con la sua affascinante Lamborghini Gallardo nera, sulla Ferrari 360 di Fava e sull’agile Porsche Cayman di “The Climber”.

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Il Campionato Italiano Velocità Montagna continuerà il suo cammino con il Trofeo Luigi Fagioli, a Gubbio, il 23 e 24 agosto. Si spera che il “vento del Sud” spiri forte anche sulle strade umbre.

Walter Veltri