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Posted by on Giu 6, 2014 in ITINERARI MOTO CALABRIA |

ASPROMONTE/2. STERRATO, CURVE E NATURA.

Mille e più di mille son le strade

che dal mare salgono sul monte.

Mille e più di mille son le strade

che riscendono al mare come fiumi.

Protagonista di questo secondo itinerario è ancora l’Aspromonte. Questa volta vi invito a scoprire il lato aspro e incontaminato del monte reggino, provando il gusto di guidare su percorsi che consentono di spaziare tra varie tipologie di strade in una unica gita.

Questo itinerario risulta pienamente godibile con moto che abbiano un minimo di attitudine al fuoristrada, quindi con sospensioni a media/lunga escursione e gomme (almeno) trail, visto che è possibile incontrare qualche breve tratto fangoso. Una ruota da almeno 19′ facilita il compito, ma non è essenziale.

Io l’ho percorso, senza alcuna difficoltà ed in totale sicurezza, con una Suzuki V-Strom 650 con passeggero. Comunque, è giusto dire che il tratto sterrato viene regolarmente utilizzato dalla gente del luogo con le loro auto “da campagna” o con il classico vespino, quindi non dovrebbe essere impossibile per una stradale (che non sia una Panigale, però…), ma ne risentirebbe sicuramente il confort e la guida.

Come scritto nell’incipit, partire sulla rotta del Montalto da Reggio Calabria offre una infinita possibilità di scelta riguardo alla strada da percorrere. Io ho scelto una opzione che permette una guida per gran parte scorrevole e molto panoramica.

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Si parte dal centro della città, passando per la popolosa e trafficata via Reggio Campi. Arrivati nella zona Condera, si prosegue, salendo fino all’incrocio che immette in un breve senso unico. Alla fine, si incontra un incrocio che va imboccato a destra, a salire. Da qui, la strada si allarga e inizia a portar fuori dalla zona più densamente abitata. Si sale lungo un tratto scorrevole ma con molti accessi (attenzione) e l’asfalto piuttosto rappezzato, fino a Terreti (conosciuta per l’ottimo pane). Lungo il passaggio nel piccolo centro, bisogna seguire l’indicazione “Gambarie”. Usciti da Terreti, si percorre un tratto molto scorrevole, che costeggia una gola e, sulla sinistra un costone boschivo: uno spettacolo! Lungo questo tratto s ‘incontra l’ultima stazione di servizio utile (nel caso ci si fosse dimenticati di fare il pieno in partenza). Il tratto veloce diventa un misto piuttosto divertente (ma con un asfalto a volte rovinato per via dei continui lavori in corso), che sale in frazione San Domenico per poi discendere (percorrendo sempre la strada principale). Arrivati nei pressi del piccolo rione di Straorino, bisogna tenersi a sinistra e continuare fino all’incrocio “Ortì/Gambarie”, da imboccare verso sinistra; di seguito, si prende l’incrocio a sinistra appena superato il cimitero (direzione Gambarie).

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Da qui in poi, il percorso si snoda nel Parco dell’Aspromonte, alternando il misto stretto a lunghi rettilinei in falsopiano. L’asfalto è ben tenuto e l’abbraccio della natura permette di rilassarsi ma anche di dare una “pelatina” alle parti esterne delle gomme.

Si arriva, così, all’incrocio con la SS 183. Si gira a sinistra e, dopo poco, si imbocca la stretta strada a destra, seguendo l’indicazione “Montalto/Santuario Polsi”.

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Questa strada sale, piuttosto ripida, nel bellissimo bosco, Si guida attorniati da una natura selvaggia e rigogliosa, in un misto molto stretto (attenzione) ma anche divertente, visto che l’asfalto è mediamente in buone condizioni. In pochi chilometri si raggiunge il bivio che divide la strada per Montalto da quella che scende verso Roccaforte del Greco e la Diga del Menta. Si segue quest’ultima indicazione, immettendosi sulla destra. Si scende, superando l’incrocio per Melito di Porto Salvo e, dopo qualche chilometro, L’incrocio per Roccaforte del Greco. A poca distanza, proseguendo in direzione Diga del Menta, si arriva all’ingresso di un largo sentiero sterrato. (il sentiero non è tracciato su Google Maps, ma si può vedere l’ingresso, sulla destra, da Street View).

Si entra, così, nel cuore del bosco, lungo un tratto abbastanza battuto ma con qualche canale. Il percorso fuoristrada, come ho scritto all’inizio, non è particolarmente impegnativo né selettivo, ma richiede comunque molta attenzione, specie se non si ha molta esperienza di “strade bianche”. In particolare, nel primo tratto ci si può imbattere in qualche canale fangoso, difficile da prevedere in partenza, visto che può capitare che a quest’altezza cada un po’ di pioggia anche quando a valle è bel tempo. In questi casi, con un po di accortezza (e senza paura di sporcarsi) si può superare l’eventuale ostacolo e continuare a scendere. Dopo un paio di chilometri, si incontra una biforcazione. Nessuna paura: da una parte o dall’altra, si ritorna subito sul tracciato principale.
Da qui, lo sterrato scende un po’ più ripido (ma non tanto da preoccupare) e sassoso. Qui bisogna guidare mantenendo un’andatura che permette di evitare gli eventuali ostacoli (buche e pietre) in sicurezza. Superato questo tratto mediamente impegnativo, il percorso si fa più pianeggiante, ed il sentiero diventa una classica strada bianca, in ghiaietta sottile, delimitata da canalette di scolo. Ci si trova totalmente immersi nella boscaglia, con alcune belle radure erbose, e non è improbabile scorgere, tra i rami, qualche piccolo abitante del bosco.

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Un casello della forestale suggerisce il ritorno dell’asfalto, e dopo poco si va a scendere decisamente verso valle. Non è consigliabile lasciarsi prendere dall’euforia di esser tornati su un terreno solido, perché la strada è stretta e per il primo tratto senza protezioni. Il percorso segue le ripide asperità del monte, aprendo la vista al panorama della gola scavata dalle fiumare. Si scende passando accanto a qualche casa rurale, ed è probabile trovarsi la strada invasa da pecore e capre. Confidando nel loro senso civico (ma principalmente nella vostra calma) si arriva al piccolo ed antico centro di Roccaforte del Greco. E’ d’obbligo fermarsi nella piazza principale e inebriarsi del panorama della fiumara sottostante dal belvedere accanto al municipio.

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Ritornati in marcia, si scende lungo via Roma, passando sotto una scenografica roccia a forma di canyon. Percorrendo la strada principale, si supera la parte più recente del paese e si percorre un bellissimo tratto di strada, panoramico e con qualche combinazione di curve e tornanti molto piacevoli: Si sale e si scende, passando dai tratti aperti a dei paesaggi “svizzeri”, fino a raggiungere l’incrocio che sale al paesino di San Lorenzo (che, come Roccaforte del Greco, ha il fascino dei luoghi senza tempo, per cui, se c’è ancora tempo da perdere, non è una cattiva idea dedicarlo ad una passeggiata tra i suoi vicoli).

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La discesa arriva alla fiumara di Melito, per cui si ritrova la SS 183 e si scende passando nel territorio grecanico, per una strada che diventa sempre più trafficata ed abitata fino all’arrivo a Melito di Porto Salvo.

Si conclude così questo itinerario, in cui il centinaio abbondante di chilometri conta molto meno della varietà di esperienze di guida, dei paesaggi esplorati e delle sensazioni provate.

Walter Veltri