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Posted by on Lug 17, 2014 in ITINERARI MOTO CALABRIA |

ASPROMONTE/3. DALLA SP1 ALLE DOLOMITI DEL SUD.

L’itinerario che propongo è uno dei più battuti ed apprezzati dai motociclisti calabresi.

Si tratta di un breve percorso, di circa 100 km, che parte dal misto più bello e divertente della provincia di Reggio Calabria, per la qualità dell’asfalto, delle curve e del paesaggio.

Inoltre, la breve sgambata permette (anzi, consiglia) qualche sosta in grado di soddisfare, oltre al piacere di guida, anche la mente, l’occhio ed il palato.

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Non c’è nessun limite di “cavalcatura”: il percorso è godibile con qualsiasi moto, dallo scooter alla supersport. Ovviamente, si richiede il normale buonsenso per divertirsi senza eccessi, visto che si tratta di un percorso mediamente trafficato (specie nei fine settimana) e non mancano deviazioni ed asfalto rovinato.

Partendo (convenzionalmente) dall’uscita “Gioia Tauro” della SA-RC, si procede lungo la SP1, fino a Cittanova. Questo “trasferimento”, di circa 18 km, si percorre su un tratto pieno di incroci e di esercizi commerciali (attenzione), ed il passaggio dal centro abitato di Taurianova presenta un asfalto in condizioni pessime. Superata la rotonda, alla fine della cittadina famosa per i torroni, si continua in direzione Cittanova. Il percorso è più scorrevole, ma sempre contornato da incroci e ingressi ad attività commerciali.

Raggiunta la bella cittadina di Cittanova, famosa per la lavorazione ed il commercio dello “stocco”, si può approfittare della curatissima Villa Comunale e del suo orto botanico per una breve sosta rinfrancante.

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Continuando a percorrere la SP1 in direzione “Zomaro”, si esce dal centro abitato e si entra nel Parco Nazionale D’Aspromonte. La strada è un godibile e divertente misto guidato, che sale, nel verde, seguendo il corso del Torrente Serra. Da come ho potuto verificare in un paio di recenti passaggi, sia da solo che in compagnia degli amici “Multistrada Team” e “Bronzi in Moto”, il piacere di guida è brevemente interrotto, dopo circa quattro chilometri, da un restringimento di carreggiata dovuto a lavori in corso per frana (attenzione).

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Raggiunto l’incrocio “Zomaro” (a destra), si prosegue dritti, lungo un breve rettilineo ombreggiato da felci, pini ed abeti. Da qui, la strada comincia a scendere verso il versante ionico.
Dopo circa 8 km, il paesaggio cambia fisionomia. La vista si allarga verso le colline color olivastro ed ocra che si stendono verso lo Ionio.

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Lungo la strada iniziano ad affiorare abitazioni e incroci per terreni agricoli (attenzione), e le curve diventano più strette, con qualche tornante. Si arriva, così, a scoprire l’incanto del paesaggio di Gerace, arrampicata sulla roccia da cui domina il castello.

Una visita è d’obbligo. Parcheggiando sulla sommità del centro storico medievale, sotto l’occhio severo del torrione normanno, si scende verso gli stretti vicoli che conducono alla spettacolare Cattedrale ed il suo chiostro, recentemente restaurata, alla monumentale Chiesa di San Francesco e alla Chiesetta Ortodossa di San Giovannello. Il corso finisce con la Porta di Mare, che offre un suggestivo panorama della costa.

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Uscendo da Gerace, si scende verso Locri, seguendo un bel misto ben asfaltato. Raggiunto l’Ospedale di Locri, si scende in direzione SS106, passando per il centro abitato, per un secondo “trasferimento” in direzione “Taranto”. Il traffico caotico della “famigerata” statale, che taglia i centri abitati delle principali località dello Ionio reggino, consigliano ad una guida prudente e vigile.

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Giunti nel centro abitato di Siderno, si percorre Corso Repubblica (senso unico) fino al semaforo in corrispondenza dell’agenzia BNL, e si svolta a sinistra lungo via Dei Colli. La strada, da percorrere senza deviazioni, porta a Siderno Superiore.e al suo interessante borgo medievale.

Oltrepassato il centro abitato, si prosegue in direzione Agnana, lungo una scorrevole strada poco trafficata ma con molti incroci privati ed abitazioni (attenzione).

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Il percorso diventa via via più gradevole, e di fronte il panorama si fa sorprendentemente “nordico”.

Imboccato l’incrocio in direzione Agnana, si prosegue per il piccolo centro.

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Dopo pochi chilometri, si giunge ad un bivio che va imboccato a destra, in direzione “Canolo Nuova”. Si sale seguendo il corso di un torrente sulla propria destra.

La strada è un misto stretto con un buon asfalto, che si insinua tra atipiche formazioni rocciose. In breve si raggiunge Canolo Vecchio, parzialmente abbandonata per problemi idrogeologici. Dal belvedere del paesino si può godere dello splendido paesaggio delle Dolomiti Calabresi, formazioni rocciose che, pur essendo geologicamente più giovani di quelle del Trentino, sono assimilabili per morfologia e per composizione calcarea.

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Si riprende il cammino salendo verso Canolo Nuova. La strada, stretta ma curata, si arrampica sulla collina e lambisce le coreografiche formazioni rocciose, fino ad entrare nel bosco aspromontano.

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Il passaggio da Canolo Nuova permette di gustare gli ottimi salumi e formaggi, prodotti con il rigore della tradizione  e con filiera a km 0.

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Soddisfatte le esigenze del palato, non resta che ritornare all’incrocio con la SP1 e ridiscenderla verso Cittanova, probabilmente saziati da tante esperienze sensoriali e, probabilmente, anche dal piacere di guida.

Walter Veltri