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Posted by on Ott 18, 2016 in AUTO |

CIR 2016. IL DUE VALLI INCORONA GIANDOMENICO BASSO.

Con il secondo posto di domenica al 34esimo Rally Due Valli, Giandomenico Basso ha conquistato il suo secondo titolo di Campione Italiano Rally (il primo ottenuto con una Fiat Punto S2000 nel 2007).

Giandomenico Basso, Lorenzo Granai (Ford Fiesta R R5 #1, Movisport)

Una vittoria giunta alla fine di un campionato esaltante, rivoluzionato dal nuovo format deciso dalla CSAI. I punti conquistati in ogni giornata, intatti, hanno costruito una lotta apertissima tra i protagonisti, cambiando anche nella sostanza quella che sembrava, all’inizio, un cambiamento solo formale.
Giandomenico Basso e Lorenzo Granai hanno vinto tanto, quest’anno, e quando non hanno vinto hanno chiuso bene, sbagliando poco e riuscendo a risalire la china dopo un inizio campionato meno incisivo.

Giandomenico Basso, Lorenzo Granai (Ford Fiesta R R5 #1, Movisport)

Decisivo il passaggio, dal Rally Adriatico, alla Ford Fiesta R5, lasciando la versione GPL nelle mani di Campedelli. Una manovra senza dubbio sofferta, per il team BRC Racing, che ha nell’alimentazione a gas liquido il “core business”, ma che ha permesso al campione di Montebelluna, dopo un breve apprendistato, di giocarsela alla pari con la Peugeot 208 ufficiale di Paolo Andreucci e con la Skoda Fabia ufficiale di Umberto Scandola.

Paolo Andreucci, Anna Andreussi (Peugeot 208 T16 R R5 #2)

Per Paolo Andreucci, a ben vedere, si è trattato di una mezza beffa. Infatti, valutando le vittorie assolute nelle gare del CIR, il campione uscente risulterebbe ancora imbattuto. Un ragionamento sterile, comunque, figlio di un’ambiguità non ancora del tutto assorbita nel metabolizzare le nuove regole.
La doppia premiazione, il doppio titolo di vincitore di tappa e di vincitore assoluto hanno generato solo confusione ed incomprensione, e regalato un titolo effettivo ed uno virtuale.

Giandomenico Basso, Lorenzo Granai (Ford Fiesta R R5 #1, Movisport)

Ma la nuova formula, alla fine, ha costruito anche un modo diverso di intendere la competizione, come avviene ad esempio nel Mondiale Turismo, nel DTM e nei tanti esempi di eventi divisi in due gare. Questa fomula ha premiato Giandomenico Basso, che nella seconda parte di stagione è stato devastante nella regolarità con cui timbrava risultati al top in entrambe le giornate, riuscendo ad inseguire, affiancare e superare il grandissimo Andreucci e chiudere il testa un campionato memorabile.

Paolo Andreucci, Anna Andreussi (Peugeot 208 T16 R R5 #2)

Il secondo posto dell’alfiere di Peugeot Italia vale molto di più, quindi, del titolo di “campione virtuale”, che ormai, francamente, non ha più senso.
Nel duello finale era ancora ben presente Umberto Scandola, che quantomeno ha avuto la soddisfazione di vincere l’ultima tappa proprio nella sua gara di casa.

Umberto Scandola, Guido Damore (Skoda Fabia R R5 #3, Car Racing)

Troppi punti persi per strada dal pilota della Skoda, per poter giocarsela alla pari contro due avversari che hanno regalato poco e niente. Un bel finale anche per Simone Campedelli, che con le sue ottime prestazioni con la Fiesta ereditata da Basso ha confermato la bontà del progetto BRC ed ha contribuito, in maniera determinante, a far vincere il titolo italiano al suo compagno di squadra.

Simone Campedelli, Danilo Fappani (Ford Fiesta GPL R R5 #4, Orange 1 Racing)

Un esempio, questo, che deve far riflettere gli uomini di Peugeot e di Skoda, ma che può servire anche da suggerimento per le squadre che, si spera, vogliano entrare in questo nuovo CIR che, con questa magnifica e combattutissima stagione, ha dimostrato di poter essere un buon investimento, sportivo e d’immagine. Vedremo.

Walter Veltri