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Posted by on Mag 30, 2016 in AUTO |

CIR 2016. UMBERTO SCANDOLA PRENDE TUTTO E SI AVVICINA ALLA VETTA.

Il 23° Rally Adriatico saluta il “Grande Slam” di Umberto Scandola, che vince entrambe le gare e l’assoluta, vincendo 7 speciali su 12.

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Il pilota della Skoda Italia Motorsport, come nella vittoriosa cavalcata dello scorso anno, ha tenuto, fin dall’inizio, saldamente le redini della gara, tra gli sterrati lisci e la ghiaia di Santo Stefano e Castelletta, chiudendo la prima giornata sul Crossodromo Internazionale di Cingoli con una vantaggio di 11.3 secondi sul secondo. Nella seconda giornata, invece, il Rally Adriatico ha offerto una entusiasmante lotta a 3, conclusa con un colpo di reni di Scandola al terzo e conclusivo passaggio sulla speciale Avidale.

Umberto Scandola, Guido Damore (Skoda Fabia R5 #3, Scuderia Car Racing Ssd)
Anche in quest’occasione, il podio ha offerto interessanti novità, ma neanche tanto sorprendenti.
Simone Campedelli, da questa gara in forze al Team BRC ed alla guida della Ford Fiesta GPL, è stato in grado di tener testa al vincitore fin dalla prima giornata, e nella seconda ha mancato la vittoria per un solo secondo ed un decimo.

Simone Campedelli, Danilo Fappani (Ford Fiesta R R5 #6, O1 Racing Asd)

Il secondo posto è un grande risultato, per un giovane pilota molto efficace sullo sterrato, che conferma la regola che i migliori talenti vanno “annaffiati” con la fiducia e con il supporto tecnico alla pari dei “veterani”. Lo stesso, se non meglio, si può dire della “wild cardDenis Colombini, che ha messo alla frusta la sua Skoda Fabia R5 sfruttando le sue indubbie qualità di “terraiolo”.

Denis Colombini, Flavio Zanella (Skoda Fabia R R5 #14)

Non nuovo agli exploit sulle speciali del Rally Adriatico, questa volta il sanmarinese è stato costantemente tra i più veloci nella prima giornata, accarezzando la possibilità di portare a casa la vittoria nella gara di domenica.
Sul podio in gara 1, ma fuori dal podio dell’assoluta, la prestazione di Paolo Andreucci è la sorpresa in negativo.

Paolo Andreucci, Anna Andreussi (Peugeot 208 T16 R R5 #1)

Il campione in carica ha patito il dover partire per primo, ma non è comunque riuscito ad esprimersi su livelli a lui consoni, chiudendo la seconda giornata al quinto posto, dietro Giandomenico Basso. Il pilota di Montebelluna, invece, ha dovuto fare i conti con un stallonamento della gomma nella prima giornata, mentre domenica è stato rallentato dalla rottura della barra posteriore.

Giandomenico Basso, Lorenzo Granai (Ford Fiesta R R5 #2, Sc Movisport Srl)

Inoltre, Basso portava per la prima volta in gara la Ford Fiesta R5 a benzina, con setup e distribuzione dei pesi diversa dalla versione GPL guidata fin ora. Se per la BRC il risultato interno può essere lusinghiero (visto che il confronto GPL/benzina è stato vinto proprio dall’impianto nesso in commercio dalla società di Cherasco), per Basso è un problema di non poco conto, visto che in campionato ha subito il sorpasso da Umberto Scandola, a sua volta avvicinatosi a soli 8,5 punti da Andreucci.

Umberto Scandola, Guido Damore (Skoda Fabia R5 #3, Scuderia Car Racing Ssd)

Va da se, comunque, che al giro di boa del Campionato Italiano Rally 2016 questa situazione apre nuovi, interessantissimi scenari, con una lotta finalmente aperta tra i principali contendenti, ma anche con le variabili delle “nuove leve“, pronte a dire sempre la loro anche nei prossimi 4 appuntamenti della stagione.

Walter Veltri