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Posted by on Set 15, 2014 in AUTO |

CIVM. LA RIETI-TERMINILLO INCORONA FAGGIOLI E DOMENICO CHIRICO.

Forse più di qualsiasi altra gara, la Rieti-Terminillo è la Storia delle gare di salita italiane. Giunta alla sua 52a edizione, i veloci e ritmici 15 chilometri sono stati, quest’anno, il migliore dei palcoscenici per incoronare, con una gara d’anticipo, alcuni dei protagonisti di una bellissima stagione del CIVM. Primo fra tutti, lo straordinario vincitore Simone Faggioli, che si aggiudica il suo decimo titolo di Campione Assoluto del CIVM.

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Questa del 2014 è la quinta affermazione consecutiva e la prima alla guida della Norma M20, prototipo realizzato dalla engineering francese NAC (Norma Auto Concept) e motorizzato Zytec 3000. La lotta per il titolo assoluto ha offerto agli appassionati della cronoscalata una sfida d’altri tempi, con Faggioli che ha trovato in Christian Merli un avversario di assoluto valore, in grado di lottare con il fuoriclasse toscano fino all’ultimo centimetro delle singole manche. Purtroppo, alla sfida decisiva la Osella PA 2000 ha tradito le ambizioni del pilota trentino, a causa di un banale connettore elettrico.

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Faggioli, comunque, non si è accontentato di arrivare al traguardo con il comodo bottino di punti sufficienti al raggiungimento dell’obbiettivo, ma ha dato fondo alla sua classe per lasciare un ricordo indelebile nella storia del tracciato laziale, stabilendo il nuovo record di 5’21”39.

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Al secondo posto c’è la bella conferma del giovane Domenico Scola Jr tra i grandi delle cronoscalate. Ma il bel secondo posto del pilota cosentino su Osella PA 2000 Honda non è l’unica, grande soddisfazione per il team Jonia Corse. Infatti, la Rieti-Terminillo ha salutato il successo del loro asso reggino Domenico Chirico, che si è aggiudicato il titolo di Campione Italiano classe E1-Italia 1600.

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Un titolo che corona una stagione da incorniciare, per il giovane talento di Gallico. Oltre alle vittorie di classe ed ad un dominio pressoché incontrastato, Chirico ha spesso stupito pubblico ed addetti ai lavori riuscendo ad inserirsi, con la sua Peugeot 106 Rally, tra le potenti GT e le 2000 in quasi tutte le gare, segno che fin dove non possono arrivare i cavalli può anche arrivare la precisione e la sensibilità di guida ed un “piede pesante”. Anche sullo storico percorso laziale, Domenico Chirico non si è risparmiato, annichilendo il suo diretto avversario Maurizio Contardi su Honda Civic VTI con distacchi da pausa caffè.

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Con il suo terzo titolo italiano CIVM, Chirico si conferma come uno dei massimi rappresentanti dell’automobilismo reggino ed anche uno dei più autorevoli riferimenti del movimento sportivo calabrese. Si spera che il suo talento e la sua determinazione ci regalino ancora tante soddisfazioni in futuro, e chissà, magari anche nell’ottica di una nuova sfida.

Walter Veltri