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Posted by on Lug 28, 2016 in MOTO |

COLPO DI SCENA IN SUPERBIKE: MELANDRI IN DUCATI NEL 2017.

Marco Melandri in Ducati: la notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno, nel pieno della lunga pausa del Mondiale Superbike.

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Non erano molti, se non i (molto) ben informati, a presagire la notizia, quindi l’arrivo di Marco Melandri nei box del team Aruba.it Ducati Racing per la stagione 2017 del mondiale Superbike è di quelle ghiotte. E’ vero che ci si attendeva il ritorno di Melandri in SBK, e le notizie di trattative importanti erano nell’aria da tempo, ma vista la “brutta avventura” del ravennate in MotoGP con la Desmosedici, che ha lasciato anche non pochi strascichi legali e d’immagine, tutti i dubbi in proposito erano più che leciti.

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Eppure, un professionista del calibro di Melandri, che ha sempre dichiarato la sua voglia di rientrare dalla porta principale in Superbike, era difficile che rimanesse senza sella anche per la prossima stagione, e la scelta di Stefano Cecconi e Serafino Foti non suona come una scommessa, ma piuttosto conferma la loro volontà di puntare in alto, dopo che anche la stagione in corso non ha dato i risultati sperati.

“Sono entusiasta di tornare a correre, è un sogno che si avvera. Ho sempre detto che puntavo esclusivamente ad una squadra e una moto da vertice, e quindi non potevo chiedere di meglio. Ho continuato a seguire la Superbike da vicino e sono convinto che la Panigale R possa adattarsi perfettamente al mio stile di guida. Dovremo solo fare un passo alla volta, ma il potenziale indubbiamente c’è. Sono consapevole che non sarà facile riprendere gli automatismi ma ho tutto il tempo per rimettermi in sella, macinare chilometri e farmi trovare preparato ai primi test: infatti salterò le vacanze per allenarmi con una Panigale R stradale”.

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Se a qualche ducatista molto superficiale la scelta di puntare su un pilota “fuori dal giro” da un po’ di tempo, e che non ha lasciato bei ricordi a Borgo Panigale potrebbe risultare indigesta, può giovare una rinfrescata alla memoria.

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Marco Melandri, che tra pochi giorni compirà 34 anni, è stato il più giovane campione italiano della 125, ha vinto un mondiale 250 con l’Aprilia ed è stato vicecampione MotoGP nel 2005, vincendo complessivamente 22 gare nel motomondiale.

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Approdato nel Mondiale Superbike, si è classificato secondo assoluto nell’anno del debutto con la Yamaha, è stato protagonista del campionato quando ha corso con BMW ed ha chiuso con Aprilia vincendo più gare del compagno di squadra Guintoli, che vinse il Mondiale 2014. Complessivamente, Melandri in SBK ha vinto 19 gare in quattro stagioni: si può considerare un curriculum da poco?

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Marco Melandri in Ducati troverà Chaz Davies, confermato senza alcun dubbio, andando a riformare una coppia che già si era distinta in BMW Italia, nel 2013.
Senza particolari sorprese, invece, l’avvicendamento con Davide Giugliano. Il romano sapeva che la sua posizione in Ducati era in bilico, ma la certezza di valere di più dei risultati conseguiti nei suoi travagliati tre anni nel team di Borgo Panigale non è bastata.

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“Con Ducati ho passato degli anni bellissimi. Ho imparato tanto e mi è stato messo a disposizione un bagaglio di esperienza molto importante per un pilota giovane. Abbiamo passato anche momenti difficili, soprattutto lo scorso anno quando sono rimasto fermo a lungo, rimanendo sempre molto uniti. Abbiamo deciso di prendere strade differenti, ma il nostro rapporto resta ottimo: io sono ancora molto giovane quindi le nostre strade potrebbero riunirsi in futuro. Faccio un grande in bocca al lupo a Marco Melandri e ringrazio tutta la Ducati, in particolare Paolo Ciabatti, e Aruba.it per il grande sostegno. È stata una bella esperienza che ha dato buoni risultati anche se avremmo voluto fare di più, ma darò il massimo da qui a fine campionato per toglierci delle soddisfazioni ancora più grandi”.
Ora per Giugliano si apre la ricerca di una sella adeguata al suo indubbio talento ed alla sua voglia di riscatto. Il problema, però, è che nel mondiale Superbike le selle ufficiali sono al minimo storico. Con la Honda che ha deciso di affiancare Stefan Bradl a Nicky Hayden e la Suzuki con un programma fantasma (senza ancora né un team e neanche una moto), rimane qualche residua chance in Yamaha oppure le affascinanti ma rischiose scommesse con Aprilia Iodaracing o con MV Agusta.

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Nel dubbio, pare quindi che il pilota romano potrebbe andare a cercare una collocazione adeguata in Moto2. Speriamo che la soluzione scelta (o trovata…) sia la migliore.

Walter Veltri