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Posted by on Lug 9, 2015 in MOTO |

DIVORZIO APRILIA RACING – MARCO MELANDRI. STORIA DI UN AMORE MAI NATO.

Aprilia Racing e Marco Melandri hanno raggiunto un accordo per la risoluzione consensuale del rapporto contrattuale che lega Marco Melandri ad Aprilia Racing. Conseguentemente, Aprilia Racing cesserà di schierare Marco Melandri a partire dal Gran Premio di Germania del 12 luglio prossimo. Aprilia Racing formula a Marco Melandri i migliori auguri per i futuri impegni agonistici

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Il comunicato di Aprilia Racing stende un velo sull’agonizzante rapporto con il pilota ravennate, che non ha mai nascosto di non aver digerito il passaggio dalla WSBK allo svezzamento dell’Aprilia RS-GP.
I fatti sono noti: dopo aver concluso da vincente la stagione 2014 della WSBK, Melandri ha perso la possibilità di un attacco al mondiale con la sua RSV4 in quanto in Aprilia avevano deciso di chiudere il programma sportivo per il campionato per derivate dalla serie, ufficialmente per concentrare le forze sull’impegno in MotoGP.

Marco Melandri sull'Aprilia RSV4 Factory a Sepang 2014

Marco Melandri sull’Aprilia RSV4 Factory nel WSBK 2014

Infatti, fu proprio il presidente del Gruppo Piaggio Roberto Colannino a chiedere ai suoi uomini il massimo dell’impegno per arrivare ad essere vincenti nella massima serie nel minor tempo possibile.
Inoltre, il cambio del regolamento tecnico non offriva, sulla carta, sufficienti garanzie di competitività alla RSV4, per cui si preferì, in prima battuta, dare forfait, affidando il materiale al team romano Red Devils. Marco Melandri, che aveva un contratto che lo legava alla casa di Noale fino al 2016, fu dirottato sul progetto MotoGP, giustificando un ingaggio importante agli occhi dello stesso presidente Colannino, che razionalmente ha considerato più adeguato l’impegno nella massima serie rispetto a soluzioni di ripiego.

Jonathan Rea e Leon Haslam

Jonathan Rea e Leon Haslam

Però, quando i test rivelarono che la RSV4 andava forte anche in configurazione 2015, vi fu un dietrofront dell’Aprilia, che decise, quindi, di sostenere anche l’impegno nel mondiale Superbike in forma ufficiale, affiancando il team Red Devils con il lavoro di sviluppo e l’apporto di tecnici anche in pista. Leon Haslam era già entrato nei box del team romano, mentre Jordi Torres (con il probabile viatico della DORNA) entrò quasi in contemporanea con il rientro ufficiale della casa.
Melandri, a questo punto, probabilmente sperava in un ripensamento, ma le decisioni prese “dall’alto” non vennero messe in discussione, sicché si trovò ad affrontare un’altra indigesta “startup” in MotoGP. E mentre gli esordi della RSV4 2015 si rivelarono eccellenti, con Haslam in grado di tener testa alle Kawasaki di Rea e Sykes, le prime gare di Melandri con l’Aprilia RS-GP del Team Gresini sono da fanalino di coda fisso, in un primo momento giustificabile da una moto laboratorio ancora acerba e fin troppo parente della RSV4 stradale.

Marco Melandri sull'Aprilia RS-GP

Marco Melandri sull’Aprilia RS-GP

Inoltre, il confronto con Alvaro Bautista non era ancora opponibile, vista la maggiore familiarità dello spagnolo con il team e con la MotoGP. Ma di gara in gara, quando la RS-GP comincia a dar segni di ripresa fino a portare Bautista al decimo posto a Barcellona, Melandri continua a svolgere “compitini” senza il minimo guizzo, con prestazioni e risultati imbarazzanti anche per un neofita.
Quando si è palesata l’onta del doppiaggio, avvenuta ad Assen, Melandri ed Aprilia erano già separati in casa, visto che molte news non lo davano neanche tra i partenti del Dutch TT.
Una fine amara, insomma, per un sodalizio che, in passato, ha regalato al pilota ravennate le più grandi soddisfazioni sportive, ovvero il mondiale della 250 con l’Aprilia ed il secondo posto nel mondiale MotoGP con il Team Gresini.

Marco Melandri sull'Aprilia RS250, mondiale del 2003

Marco Melandri sull’Aprilia RS250, mondiale del 2003

Per il momento, l’Aprilia MotoGP conterà sulla professionalità del collaudatore Michael Laverty, mentre Marco Melandri si rimetterà alla ricerca di una nuova moto, probabilmente per tornare alla Superbike.

Infatti, da tempo si fa il suo nome per il ritorno ufficiale della Yamaha R1 nella WSBK, considerando come decisivi gli ottimi rapporti con Andrea Dosoli, che ricopre il ruolo di Road Racing Project Manager in Yamaha, e quindi primo responsabile dell’impegno della casa dei diapason per il mondiale delle derivate di serie.

Nulla, però, è scontato.

Com’è ovvio, le decisioni dovranno essere vagliate ad Ywata, e non è detto che il quartier generale dia il via libera all’operazione Melandri, visto il disastroso bilancio della sua mezza stagione in MotoGP.
Del resto, è nota l’attenzione dei giapponesi all’impegno ed alla professionalità dei piloti, e su questi punti è davvero difficile dare al pilota italiano la benchè minima sufficienza.

Cameron Beaubier su Yamaha R1 nell'AMA SBK MotoAmerica

Cameron Beaubier su Yamaha R1 nell’AMA SBK MotoAmerica

Infatti, se pur radio box da per scontato l’ingaggio di Melandri appena verranno sciolte le riserve contrattuali con Aprilia Racing, è quasi sicuro che una sella sulla R1 per il mondiale Superbike 2016 sarà riservata all’americano Cameron Beaubier, che sta dominando la stagione d’esordio del campionato AMA SBK MotoAmerica, proprio con la nuova Yamaha R1, così come non mancano piloti più che meritevoli ad una sella ufficiale nel motomondiale e nella Supersport e Superstock.
Anche con passaporto italiano.