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Posted by on Apr 9, 2015 in AUTO |

FORMULA E. A LONG BEACH CONTINUA LA SAGA FAMILIARE.

Long Beach, South California. L’avamposto della passione motoristica su strada ha sancito la raggiunta maturità agonistica della Formula E. Dopo le varie vetrine sul futuro dello sviluppo industriale ed economico, dopo la scoperta di mete esotiche in cui far sfogare una passione motoristica giovane, l’arrivo in California apre la strada all’idea che sta alla base di questa ambiziosa competizione.

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Proprio la California è stata, infatti, lo stato dove la scommessa della mobilità sostenibile è diventata una priorità politica ed industriale. Ed è proprio su una corposa porzione di un percorso mitico, dove si sono espresse le Formula 1 negli anni ’70 ed ’80, così come le spettacolari gare dei campionati a ruote scoperte statunitensi (la CART e l’IndyCar Racing), che la Formula E ha corso la sua gara più “professionale”. Le curve larghe, i tagli di ritmo impegnativi hanno messo a dura prova le meccaniche e la capacità d’improvvisazione dei piloti e delle squadre, premiando chi è stato capace di gestire la pressione e di essere preciso e costante. Forse, a Long Beach si è vista la gara meno spettacolare di questo campionato, fin ora pirotecnico, ma è stata anche la gara in cui le vetture a trazione elettrica si sono espresse da vere auto da corsa.

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Di certo, il risultato ha confermato la tradizione cinematografica della non lontana Hollywood, dove le saghe familiari hanno sempre grande successo di pubblico e di critica, e dopo il romanzo della precedente gara di Miami, protagonisti Prost padre e figlio, Long Beach ha narrato dell’inseguimento della leggenda di un altro mito della Formula 1 da parte del figlio. Fin dalle prima battute, si è assistito ad un serrato inseguimento tra Prost, Piquet, Vergne ed i due piloti del team Audi Abt, ovvero Di Grassi e lo stesso Daniel Abt.

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Dopo poche tornate Pic toglie dalla gara Jarno Trulli, che girava bene a metà classifica. Il compagno Liuzzi, invece, riesce a rimanere in gara, senza però trovare il guizzo ed il passo che un pilota della sua levatura dovrebbe dimostrare. Il primo gruppo lascia abbastanza spazio sugli inseguitori, per cui anche dopo la fase del cambio auto i duellanti si sono trovati a distanza di sicurezza. Più di tutti è Piquet Jr a far girare la vettura del team China Racing con il miglior passo, mantenendo un vantaggio di sicurezza su Vergne e Abt.

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Il tedesco, insieme a Prost, devono cedere il passo, lasciando Vergne e Nico Prost lo spazio per decidere tra loro le posizioni del podio che, dopo una bella schermaglia, arride al pilota di Andretti. Indisturbato fino alla fine, Nelson Piquet conquista la vittoria a Long Beach venticinque anni dopo quella del padre, 35 anni fa, alla guida della Brabham Cosworth BT49.

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La classifica, superata la metà delle undici gare, offre ancora una sfida serrata nelle posizioni di testa, ma anche la possibilità di recupero di altri protagonisti. Lucas Di Grassi torna leader, con un solo punto di vantaggio sul connazionale Piquet. Terzo Nico Prost, a cinque punti da Piquet e con un vantaggio di ben 14 punti su Buemi.