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Posted by on Set 14, 2014 in AUTO |

MONDIALE FORMULA E. IL FUTURO COMINCIA A PECHINO.

Si chiama Lucas Di Grassi. E’ brasiliano di San Paolo, ha trent’anni ed è di origini italiane. E’ un ex pilota di Formula 1 e, da oggi, è il primo vincitore del Campionato Mondiale FIA Formula E.

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L’enfasi dell’incipit potrebbe apparire eccessiva, visto che questo campionato ha, fin ora, avuto uno scarso feedback negli organi d’informazione generalista, o quantomeno è stato superficialmente descritto come un fenomeno di costume. Ma non è così. Il Campionato Mondiale Formula E è stato fortemente voluto dalla FIA (Federazione Internazionale dell’Automobile), ed è stato progettato lungamente e con attenzione primaria, con ingenti investimenti e con uno sforzo organizzativo paragonabile solo alla Formula 1. L’importanza che questo campionato riveste per il massimo organismo federale dell’automobile è evidente e dichiarato. Dal sito della FIA, infatti, la Formula E è il quarto, in ordine d’importanza, nella lista dei campionati sotto la sua egida. Ma si è arrivati a questo a seguito di un lungo cammino verso le motorizzazioni alternative a quelle termiche, fortemente incoraggiato dalla politica e dalle multinazionali dell’energia, ma anche dalle multinazionali dell’automotive, consci che, come suggerisce la storia, solo le competizioni al massimo livello riescono a velocizzare esponenzialmente lo sviluppo tecnologico. Per raggiungere l’obbiettivo, nulla è stato lasciato a caso.

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Si corre in regime di monofornitura totale. Auto, gomme, elettronica, componentistica son stati valutati e scelti, e dopo lunghi collaudi si è arrivati a schierare un “pacchetto” in grado di sostenere una gara ai massimi livelli. La vettura è la Spark-Renault SRT_01E. Sotto la lunga sigla, c’è un motore (è vero, si dovrebbe dire “power unit”, ma pur se elettrico e silenzioso, sempre di motore si tratta…) fornito dalla McLaren Elettronic System, insieme all’elettronica di gestione, un cambio sequenziale della Hewland, le batterie da 200 kW della Williams Advanced Engineering e gomme Michelin con battistrada su cerchi da 18° della Oz. Il tutto sotto l’affascinante silouette del telaio Dallara, dalle forme sinuose e studiate per offrire bassa resistenza aerodinamica “esterna”, per agevolare i sorpassi e diminuire il consumo, ma con una sofisticata aerodinamica inferiore per garantire la massima aderenza. Le ali, di piccole dimensioni, sono carenate di fronte e sul retro delle gomme, sia per migliorare il coefficente di penetrazione che per offrire un riparo agli urti tra concorrenti. La vettura è assemblata dalla Spark Racing Tecnology sotto la supervisione della Renault Sport Technologies. La casa francese è anche Main Sponsor del campionato. Il regolamento sportivo prevede un punteggio che premia i primi 12 piloti al traguardo, con nove risultati utili su dieci gare, e punti anche all’autore della pole position e del giro veloce. Nel corso della gara, un pilota potrà avere il vantaggio di utilizzare un “bonus” di energia, il FanBoost, per cinque secondi, che porterà i kW utilizzabili da 150 a 180. Il FanBoost verrà assegnato ai tre piloti più votati nel sondaggio posto sul sito ufficiale www.fiaformulae.com. Nel corso della gara i piloti sono obbligati ad effettuare un pit stop per il cambio di vettura, che avverrà in un tempo prestabilito per motivi di sicurezza. L’evento è concentrato in una unica giornata, e durante le qualifiche si potrà usare la configurazione a massima potenza (200 kW), mentre in gara se ne potranno usare 150.

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Il campionato si svolgerà da settembre 2014 a giugno 2015, “riempiendo” un periodo vuoto di eventi motoristici, in dieci gare su circuiti cittadini allestiti in importanti città di quasi tutti i continenti. Al momento, è da assegnare l’appuntamento del 14 febbraio 2015. Purtroppo, non è stata accettata la candidatura di Roma, che presentava un suggestivo percorso in pieno centro storico, tra Colosseo, Circo Massimo e Terme di Caracalla.

Tra i venti piloti, buona parte hanno corso in Formula 1; altri delle GT e dalle formule promozionali FIA. Due donne in gara: l’italiana Michela Cerruti e la britannica Katherine Legge. Anche per i team, il cast è di altissimo livello: la Venturi è di Leonardo Di Caprio, mentre la E.Dams è sotto la direzione di Alain Prost. Il team Dragon è di Penske mentre Michael Andretti gestisce il team con il suo nome; l’Amlin Aguri è dell’ex pilota Aguri Suzuki, già fondatore della SuperAguri di F1. Ed oltre ai marchi globali come Audi, Virgin, Mahindra e l’ambizioso China Team, c’è anche la presenza italiana con Yarno Trulli, pilota e team manager del suo Trulli Formula E Team (anche se il team è registrato con bandiera svizzera).

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Ma se tutti gli ingredienti sono di alto livello, quello che conta, alla fine, è il risultato. E la gara di Pechino, corsa nell’area olimpica attorno al suggestivo stadio, è stata divertente ed emozionante.

Ad aprire i colpi di scena è stato proprio Yarno Trulli, rimasto al “palo” per un guasto sullo schieramento. Al via c’è il guizzo vincente di Nicolas Prost, che prova la fuga inseguito dai due del team Audi e da Nick Heidfeld. Dopo poco, entra la pace car (BMW i8) per l’incidente di Bruno Senna, e la situazione rimane congelata per 5 giri dei 25 totali. Alla ripartenza, il gruppo rimane compatto, ma si mettono in luce Montagny, Bird e Chandhok, protagonisti dei sorpassi più spettacolari. E’, però, il francese Montagny, del team Andretti, ad avere la meglio, riuscendo a mettersi davanti al gruppo e dietro Lucas Di Grassi, mentre il compagno Abt perde posizioni dopo il pit stop. I piloti, alla prima esperienza, sono costretti a “dosare” con cura l’aggressività, visto che l’energia non è sufficiente a finire la gara al massimo delle prestazioni.

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La tattica della fuga, però, non riesce bene al figlio di Prost, che nel finale deve subire l’attacco della Venturi di Heidfeld. Attacco che arriva proprio all’ultima staccata, ma con una manovra incomprensibile il francese chiude l’avversario ben prima dell’ingresso curva, mandando Heidfeld in volo contro le protezioni, in un incidente terribile e, per fortuna, senza conseguenze per il pilota inglese. Con questo incredibile colpo di scena Di Grassi si trova la vittoria servita su un piatto d’argento, e taglia il traguardo davanti allo spettacolare Montagny ed a Sam Bird del team Virgin.

La prossima gara si correrà sabato 22 novembre a Putrajaya, in Malesia.

Walter Veltri