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Posted by on Giu 2, 2014 in MOTO |

MOTOGP AL MUGELLO. MARQUEZ & LORENZO SHOW!

Il Mugello è sempre il Mugello. Il fascino di questa pista supera la sua bellezza, e le aspettative sono sempre altissime. Aspettative che erano prevalentemente concentrate sul Signore del Mugello, Valentino Rossi. Le sue prestazioni in crescita e la sua grande fame di vittoria avevano portato sulle morbide colline toscane il pubblico delle grandi occasioni. Purtroppo, questa volta Rossi ed il suo gruppo non sono riusciti a trovare la formula magica. Fin dalle prove, il suo passo di gara lasciava poche speranze di gloria. La formula magica, invece, questa volta è apparsa nel box accanto al suo. Jorge Lorenzo aveva bisogno di una prestazione degna del suo blasone. Il pilota dalla guida incantevole non poteva essere scomparso: era sicuramente chiuso nella sua armatura. Il calore del Mugello, su cui ha vinto le ultime tre edizioni, era quello che mancava per ritrovare se stesso. Marc Marquez navigava in un mare di sicurezze, ma l’ombra della terribile caduta dello scorso anno in prova e la scivolata in gara, rappresentano le uniche ombre in un cammino incredibilmente luminoso. Il suo compagno di squadra Dani Pedrosa appare sempre di più incatenato al ruolo di scudiero, ma è anche uno dei migliori interpreti dei saliscendi del Mugello. La Ducati continua nella sua rincorsa della resurrezione. Ci sono lampi di competitività che fanno sognare i tifosi, ed il Mugello è la pista su cui le Rosse hanno accumulato più dati. Ma la moto rimane quella, nonostante il gran lavoro per farla funzionare al meglio insieme agli “aiutini” del regolamento Open.

Lorenzo_Marquez_Rossi

Dalla griglia di partenza è Iannone a scattare meglio. Il pilota di Vasto è una gran manetta, e nei primi giri vende cara la pelle. Lorenzo e Marquez riescono, non senza rischi, a passarlo. Anche Rossi si accoda, riuscendo a fare una gran partenza dalla decima posizione in griglia e ad approfittare del “blocco” ducatista.

Lorenzo prova la fuga, e sembra riuscirci. Il suo passo è incredibile. Gira preciso, perfetto, velocissimo. Però, Marquez il guastafeste rimane lì. Questa volta, per lui, non è stata una passeggiata, ma la motivazione ed il talento gli hanno dato la forza per provare anche questa volta a vincere. Ed è stata difficile, così difficile da regalare alla storia del motociclismo un duello da ricordare e tramandare. Gli attacchi di Marquez vengono a più riprese rintuzzati e replicati da Lorenzo. Solo nell’attacco decisivo è riuscito a chiudere la traiettoria al maiorchino, ma fino alla bandiera a scacchi la vittoria non era decisa. Una novità importante, per il seguito della stagione. Ma tant’è: Marquez continua comunque il suo incredibile progetto di vincere tutto, e il ritorno di Lorenzo non fa che rendere l’impresa ancora più eroica.

Rossi

Rossi, rimasto a due secondi dai duellanti per tutta la gara, ha comunque due ottimi motivi per gioire: riesce a concludere un weekend difficile salutando un pubblico meraviglioso dal podio, per festeggiare insieme il traguardo delle 300 gare iridate; inoltre, guadagna i punti necessari per portarsi al secondo posto, superando Pedrosa, arrivato quarto a dodici secondi.

Nella gara della Moto2, lo spettacolo non è mancato. Quello che manca, però, è quel qualcosa di “speciale” che faccia risaltare il talento. Rabat torna alla vittoria con gran merito, vincendo un bel duello contro Salom e Foger, ma tutto avviene senza colpi di scena o emozioni forti. Bravi, veloci, ma manca ancora qualcosa per scommettere su di loro per un posto importante in MotoGP.

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Dietro di loro, Simone Corsi guadagna un ottimo quarto posto, rinforzando la sua presenza nella zona alta della classifica.

Le emozioni più belle, per i tifosi e gli sportivi, sono arrivate ancora dalla Moto3. Romano Fenati, in tenuta tricolore, vince la gara con una prestazione da campione. Al Mugello la vittoria è sempre un terno al lotto, visto che il gioco di scie privilegia la strategia e la tecnica alla grinta ed alla voglia di star davanti. Fenati è stato sempre con i primi, evitando di fare il battistrada. Ha preparato con cura l’assalto finale, riuscendo a prevalere per un solo centesimo di secondo.

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Nell’ultimo giro, Miller prova un attacco kamikaze per agganciare i migliori, ma tampona Oliveira e finisce per tagliare la pista e trovarsi investito dall’incolpevole Alex Marquez, causando la caduta anche di Enea Bastianini, che stava completando un’altra prestazione maiuscola.

Lo zero di Miller riporta l’alfiere del team Sky VR46 a soli cinque punti, ridando pepe alla categoria più combattuta.

Walter Veltri