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Posted by on Mag 29, 2016 in AUTO |

NURBURGRING WTCC. LA CINICA LEGGE DELL’INFERNO VERDE.

Nurburgring WTCC, roba da maniaci! L’ho già scritto altrove, lo ripeto e lo sottoscrivo. Sul più terribile, anacronistico, pericoloso ed incredibilmente affascinante tracciato tedesco, correre con le berlinette del Mondiale Turismo è folle.

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Ma anche quest’anno, la follia ha prodotto un evento eccezionale, premiando i Piloti (si, con la P maiuscola) ma anche le squadre capaci di mettere in pista vetture in grado di andar forte nelle migliaia di variabili che si incontrano nei circa 25 chilometri della Nordschleife. Due gare, corse nella stessa giornata, di “soli” tre giri cadauno.
La concomitanza con l’ADAC 24 Ore, partita immediatamente dopo la conclusione del Nurburgring WTCC, ha stretto i tempi, proprio nell’evento più massacrante per auto e piloti. Situazione, che, alla fine, ha inciso molto profondamente sul risultato finale.

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Josè Maria Lopez, ancora una volta, si è dimostrato padrone della situazione, grande interprete del difficilissimo tracciato e degno campione della categoria. Ma, soprattutto, scaltro e fortunato. In gara 1 il gruppo di testa è formato dalle Honda Civic dal giovane Michelisz e di Monteiro, dalle C-Elisèe di Muller, Lopez e Chilton, dalla Volvo Polestar di Bijork e dalla Chevrolet Cruze di Coronel.

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Il gruppo si sgrana e si ricompatta, ma perde via via pezzi. Si ritira la Volvo, Monteiro va in testa seguito da Muller e Lopez. Poi, la leggenda dell’Inferno Verde comincia il suo racconto, al terzo (e ultimo) giro. Tom Coronel sbatte forte alla discesa dell’Adenauer Frost, a causa di una bucatura.

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Emerge il rischio: la pista non è il solito biliardo e molti cordoli hanno la conformazione dei tempi eroici. Infatti, qualcosa del genere accade anche a Tiago Monteiro, in testa alla gara. Giusto il tempo di avvertirlo, dai box, che la gomma era a terra, che il pilota della Honda colpisce duro il guardrail e s’intraversa in mezzo alla pista. Arrivano Muller e Lopez, frenando, ma il francese colpisce la Honda, mentre il campione in carica trova lo spiraglio per passare.

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Una manovra cinica, visto che così facendo non permette ad Yvan Muller di evitare l’impatto, ma ineccepibile. Lopez, quindi, conquista la gara, seguito da Michelisz e Chilton. Per gara 2, a causa di quanto accaduto, la griglia di partenza è ridimensionata. Non c’è Coronel, e non ci sono né Muller né Monteiro. In pratica, gli unici effettivi contendenti di Lopez per il titolo. Ma il portoghese della Citroen non si accontenta.

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Segue da vicino Michelisz, autore di un’ottimo avvio, e lo attacca alla prima occasione utile. Lopez è incontenibile, prende margine e divora le mille curve della Nordschleife. Chilton, intanto, si libera di Norbert Michelisz e si mette all’inseguimento di Lopez, che riesce a raggiungere all’ultimo giro.

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Lopez, però, non vuole lasciar nulla a nessuno, e resiste all’attacco dell’inglese del team di Sebastien Loeb siglando una storica doppietta, e porta il suo vantaggio di classifica su Monteiro a 69 punti e di 110 punti sul plurititolato compagno di squadra, che proprio al Nurburgring si giocava le ultime chances di rientrare nella lotta al titolo.

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Al di là delle vicende di vertice, c’è da registrare una gara anonima delle Lada, che hanno visto le migliori prestazioni con Nicky Catsburg in gara 1 e Gabriele Tarquini in gara 2, e la fragilità delle Volvo S60, con prestazioni in crescita ma ancora troppo acerbe.

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Dopo il Nurburgring WTCC, il circus delle berline derivate dalla serie si sposta a Mosca, gara di casa del team Lada Sport Rosnelf.

Walter Veltri