Crea sito
header
TwitterRssFacebook
Pages Menu

Posted by on Lug 21, 2014 in MOTO |

TRANSIBERIANA DA RECORD. GIANCLAUDIO AIOSSA VOLA SULLA SIBERIA. L’INTERVISTA.

transaiossa

Ho avuto modo di incontrare per la prima volta Gianclaudio poco tempo fa, in occasione di un bel giro con il gruppo Bronzi in Moto tra strade lisce e “gassate”, affascinanti ruderi e natura incontaminata, come solo la Calabria riesce ad offrire nel breve tratto di una gira di un giorno. Certo, un giro del genere richiedeva un certo impegno psicofisico, vista anche la giornata con temperature da “cottura”. Conoscevo le sue imprese ed ero informato della sua nuova impresa, ma non lo conoscevo personalmente. Eppure, è stato molto facile individuarlo. In un momento di sosta, con buona parte del gruppo “spalmata” nel recuperare le forze, Gianclaudio era lì, fresco come una rosa nonostante avesse guizzato incessantemente, con la sua Yamaha Supertenerè, come un cane pastore che tiene compatto il suo “gregge” a due ruote.

00

Ancora non sapevo, però, che la sua Transiberiana da Record non l’avrebbe affrontata con la sua inarrestabile e comoda “tuttoterreno”, con cui aveva completato l’incredibile Reggio Calabria – Caponord in sole 56 ore, ma con una moto che, ad occhio ed a “naso”, era l’antitesi della viaggiatrice: la Yamaha MT-09. Una moto che, pur in configurazione Street Rally, rimane una eccezionale “fun bike” (come ho avuto modo di appurare in un test ride) ma anche l’antitesi della moto da viaggio. Eppure, la Yamaha era convinta della bontà della sua scelta e sapeva che Gianclaudio Aiossa era la persona migliore a cui affidare la compatta e sofisticata tre cilindri.

01

Questa “sfida nella sfida” mi aveva lasciato un po perplesso, ma i fatti e le parole mi hanno convinto del contrario: i presupposti per portare a termine la Transiberiana da Record c’erano tutti.

I fatti sono che, nel momento in cui scrivo, Gianclaudio Aiossa è sulla strada per Kansk, in piena Russia Siberiana, ed ha ampiamente superato il “giro di boa” degli oltre 12.000 km che intercorrono tra la sede di Yamaha Italia a Gerno di Lesmo (MI), da cui è partito il 15 luglio, a Vladivostok, sul Mar del Giappone, meta dell’arrivo previsto il 28 luglio. Nel suo viaggio, che ha anche il meritorio obbiettivo di supportare, insieme alla Onlus Insieme per l’Infanzia ed alcuni sponsor, il progetto benefico Friends & Bikers for Africa, Gianclaudio Aiossa ha già superato una infinità di situazioni diverse: pioggia, caldo asfissiante e freddo secco; strade dritte e lisce, sterrati sabbiosi e ciottolati, verdi paesaggi montani, picchi rocciosi e laghi, deserti che si perdono all’orizzonte. Tutto è riportato dai suoi intensi report quotidiani, in cui traspare sempre il fascino della scoperta e l’ottimismo nell’impresa.

03

Ma più di tutto, sono le sue parole a darmi totale fiducia. Nell’intervista, fatta in occasione della presentazione della Transiberiana da Record presso gli studi di ReggioTV, si capisce come la preparazione e lo spirito di Gianclaudio Aiossa, in perfetto connubio con l’affidabilità della MT-09, siano la formula del successo.

Gianclaudio, cominciamo con una domanda banale, ma inevitabile: sei pronto ad affrontare la sfida?

Sono prontissimo ad affrontare la sfida, nonostante la consapevolezza della possibilità di imprevisti. Imprevisti che potrebbero riguardare il tipo di strada, il clima. Ma ciò mi rende ancora più voglioso di compiere il viaggio. Saranno quelle circostanze a definire la mia fatica in impresa

04

Reggio Calabria è il punto di partenza effettivo, ma la sfida comincerà da Milano, rotta Vladivostock. Più di 12.000 chilometri, passando attraverso due continenti, sette nazioni, sette fusi orari. Tredici tappe a scandire il cammino, passando su strade e paesaggi che cambiano come lo scandire delle ore e dei chilometri nel display. Solo a descriverlo, è inevitabile percepire un senso di vertigine. Eppure, parlando con te, mi pare che tu abbia le idee ben chiare su ciò che ti accingi a fare.

Esattamente. Percorrerò 1000 km al giorno con una velocità media e di crociera di 80/90 km/h, Già nelle imprese passate mi è capitato di incontrare paesaggi diversi. Ogni curva ti riserva sempre una sorpresa; emozioni uniche che consiglio ad ogni buon motociclista di vivere almeno una volta nella vita.

05

La Transiberiana lega il nome ad un percorso ferroviario che racchiude, tra miti, leggende e segrete verità, sia l’idea di spazio, sia l’idea del passaggio da una civiltà all’altra. In entrambi i casi, il suo mito è alimentato dall’immagine della più inospitale delle terre: la Siberia.

Il mito della Transiberiana mi è sicuramente di grande ispirazione. Con la sua lunghezza di circa 9200 km è la linea ferroviaria più lunga al mondo, ed i lavori per realizzarla iniziarono alla fine del XIV secolo. Connette la città di Mosca con Vladivostok, che è appunto la mèta del mio viaggio. Dovendo attraversare ben sette fusi orari in moto e non comodamente adagiato sulle poltrone del leggendario treno, dovrò cercare di adeguarmi biologicamente. Sfiderò il territorio della Siberia, molto lontano dal clima mediterraneo, per cui potrei imbattermi in un clima molto gelido o torrido.

Tra Google Maps e la comunicazione globale, quanto vale ancora il fascino dell’ignoto?

C’è sempre qualcosa di nuovo che mi sorprende durante il viaggio. Purtroppo non bastano libri ed enciclopedie per descrivere pathos e paesaggi maestosi, ed è proprio la possibilità di poter scoprire novità che mi spinge ancora di più ad avventurarmi verso l’ignoto.

06

Nei tuoi precedenti viaggi, la tua moto era una viaggiatrice perfetta: la Yamaha XT1200Z Supertenerè. Ora, Yamaha ti ha voluto affidare una splendida “funbike”, la MT-09 Street. Una moto che per la casa dei diapason è un fiore all’occhiello per contenuti tecnici e per la capacità di offrire emozione e piacere di guida, ma che è anche quanto di più lontano ci sia da una “macinachilometri”. Una sfida nella sfida?

Si, decisamente una sfida nella sfida. La moto, diversamente dalla “tenerona”, presenta molte differenze. In ottica turistica, il serbatoio più piccolo di circa nove litri richiederà una attenta pianificazione dei rifornimenti. Inoltre, essendo più bassa dal suolo, dovrò stare molto attento ad evitare urti. La mia impresa servirà anche a dimostrare l’agilità e la manovrabilità della MT-09, ed anche a mettere a dura prova la ciclistica, supportata da un telaio lega in alluminio molto leggero e rigido e da sospensioni stradali con tarature totalmente regolabili, ed ovviamente anche l’innovativo motore a tre cilindri di 847 cc.

Tu sei un vero sportivo. La tua preparazione atletica è arricchita dal metodo e dalla disciplina che è propria delle arti marziali, di cui tu sei cultore. Quale ritieni sia il punto di forza della tua “meccanica”?

Grazie all’arte del Krav Maga ho la possibilità di controllare gli impulsi fisici e lo stress muscolare che deriva dalla costante posizione controllata sulla moto. Dovrò percorrere lunghi tratti continui, per cui ogni tanto dovrò accostare per riossigenare i muscoli e ripartire.

07

Quando ho avuto modo di provare la MT-09, superati i primi imbarazzi legati alla particolare posizione di guida, ho avuto la netta impressione che si tratta di una moto da guidare con decisione, sfruttandone la reattività, e ho avuto un po’ di difficoltà a controllare l’istinto di far scatenare i prontissimi cavalli del tre cilindri. Credi che ci vorrà maggior controllo o maggior autocontrollo?

Credo che dare un buon esempio, mantenendo una velocità al di sotto dei limiti, mi consente di farmi messaggero di uno sport che deve essere praticato e diffuso in modo positivo e pulito. Quindi, non sarà difficile per me “autocontrollarmi”: già la mia coscienza me lo impone, per me e per gli altri.

Con una moto così compatta, avrai sicuramente razionalizzato il bagaglio in maniera minimale. In percentuale, quanto spazio sarà dedicato alle esigenze del pilota e quante a quelle della moto?

Avendo un serbatoio minore rispetto al passato, dovrò dedicare molto dello spazio a disposizione sulla moto alle taniche del carburante. Per il resto, abbigliamento, equipaggiamento e ricambi essenziali ed una scorta di barrette Herbalife, che mi aiuteranno per lo stress fisico. Stress altrettanto controllato dall’arte del Krav Maga, disciplina di cui sono istruttore.

08

I territori dell’Est sono noti per le cattive condizioni dell’asfalto di alcuni tratti e anche per il traffico caotico ed imprevedibile delle zone urbane. Il training con le buche e i tombini tra Gebbione, Sbarre Centrali e Viale Europa nel traffico reggino potrà esserti d’aiuto?

Si le strade di Reggio Calabria mi sono state di aiuto nella preparazione. Paradossalmente ho potuto sperimentare la moto per i diversi tipi di asfalto e nei vari torrenti che solcano la città. Ironia (e realtà) a parte, spero comunque che Reggio Calabria progredisca e sani le proprie carenze.

09

A volte i pregiudizi possono ferire. Saranno tanti a definire il tuo impegno una follia o una scelta incosciente. Eppure, conoscendoti, è facile capire che sono il coraggio, la determinazione e la disciplina a renderti sicuro dei tuoi mezzi.

E’ facile dubitare di imprese del genere. Ogni mia scelta di viaggio è stata sempre ben ponderata, ma per quanto si possa studiare e programmare, in un viaggio vi sono sempre degli imprevisti. Sono però proprio gli imprevisti ad alimentare la voglia di sfidare me stesso. Comunque sono fiero dei miei fan, che mi seguono costantemente sui siti youposition.it e lestradeitalianepiùbelle.it, dandomi una ulteriore iniezione di forza e carica.

10

La MT-09, come tutte le migliori creazioni della Yamaha, ha nell’affidabilità e nella robustezza dei componenti una orgogliosa certezza. Non è che, alla fine, ci sia una insospettabile affinità tra te e la tua “cavalcatura”?

E’ stato un colpo di fulmine! La mia piccola ed io ci siamo intesi sin dal primo momento. Sono sicuro che la sua agilità , la leggerezza e la dinamicità siano perfettamente adeguate per il mio tipo di viaggio.

Walter Veltri