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Posted by on Feb 22, 2017 in MOTO |

WORLD SBK 2017. I PROTAGONISTI PRONTI AL VIA.

In queste ore è partito ufficialmente il World SBK 2017. Un lungo prologo, che comincia con la breve sessione di test sul circuito di Phillip Island per poi proseguire, dopo una manciata di ore, con l’avvio del primo weekend di gara. Giunto alla 29esima edizione, il Mondiale Superbike comincia il suo cammino con molte aspettative e non pochi interrogativi.

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La gestione DORNA non ha ancora fatto imboccare al campionato per derivate di serie una strada dritta e sicura, e fin ora non è riuscita a nascondere l’immagine di un campionato “con i ponteggi”. C’è ancora tanto da fare, e le “formule magiche” delle due gare separate da un giorno, così come la novità 2017 della griglia di partenza della gara di domenica a classifica invertita hanno il sapore dello zucchero messo nel vino per alzare la gradazione. Infatti, nonostante questi palliativi per giocarsi la carta dello “spettacolo” (che, sono pronto a scommettere, si risolverà con la conferma dello status quo dopo pochi giri…), l’organizzatore spagnolo non ha avuto “gli attributi” per imporre regole tecniche in grado di livellare le prestazioni.

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Anche quest’anno, quindi, assisteremo alla grottesca situazione per cui nel World SBK 2017 correranno moto di serie con un’elettronica più sofisticata del massimo campionato per prototipi, la MotoGP. Infatti, è proprio questo l’elemento di scissione tra alcune moto ufficiali e quelle meno collaudate o private. Vedere una Yamaha, rientrata relativamente da poco, stentare con la meravigliosa R1 ufficiale non è bello, in particolare valutando che la stessa moto corre e vince in Superstock e nei campionati nazionali.
Non stupisce, quindi, il mancato esordio della nuova Suzuki GSX-R1000 R, che preferirà cimentarsi, per quest’anno, nella Superbike britannica. Il BSB, infatti, si corre con elettronica unica (e poco “invadente”), garantendo spettacolo, adrenalina a fiumi ed equilibrio tra i contendenti. Forse quelli della DORNA non hanno l’abbonamento con Eurosport…
Dato positivo della nuova stagione, invece, è il debutto della categoria World SSP 300, ideale punto d’inizio alternativo alla Moto3 e si spera ugualmente propedeutico.
Ma vediamo i protagonisti più attesi sull’asfalto di Phillip Island.

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KAWASAKI
Jonathan Rea si è tenuto stretto lo scettro di campione anche nei test, ed anche nel prologo australiano ha chiuso in testa. La Ninja è una moto vincente, ed il gruppo di Guim Roda non si è di certo addormentato sugli allori. Il confermato Tom Sykes ha, forse, metabolizzato lo status di “scudiero”, ma sarà difficile vederlo rassegnato quando avrà la visiera abbassata e lo spazio libero davanti a se, forte della sua efficacia sul giro secco in qualifica.

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Molto interessante la sfida del Team Grillini, che schiererà l’ottimo Ayrton Badovini insieme al ceco Ondrej Jezek. Alla caccia della top ten è anche il team Go Eleven, che darà una ZX10R allo spagnolo Roman Ramos, pilota intelligente e concreto. Tutta la vedere la scommessa del team Pedercini, che con un pezzo da 90 come Alex De Angelis proverà a salire molto più in alto rispetto alle precedenti stagioni, mentre sarà da scoprire l’accoppiata team Puccetti con l’ex Moto2 e Superstock Randy Krummeacher.

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DUCATI
Se il buongiorno si vede dal mattino, l’alba australiana ha regalato molti sorrisi e tante belle speranze. La Panigale, che ha chiuso il 2016 da vincente con Chaz Davies, si conferma molto veloce, quindi sarà, dall’inizio, l’unica minaccia concreta all’armata KRT (Kawasaki Racing Team). Marco Melandri ha chiuso i test secondo, alla micro-inezia di soli 0,03 secondi dal tempo di Rea, e Davies gli è rimasto dietro di poco più di 3 decimi. Sarà importante vincere, e subito, ma principalmente sarà decisivo non lasciare punti per strada. Mai.
Ancora una volta molto convincente la Ducati del team Barni, che ha in Xavier Fores un Signor pilota. Lo spagnolo ha chiuso i test ad un paio di decimi da Tom Sykes.

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HONDA
Un outsider di extra-lusso, la Honda gestita dai cugini Ten Kate. Una moto nuova, con la livrea (e l’apporto economico) Red Bull e con due pezzi pregiati della MotoGP come Nicky Hayden e Stefan Bradl a far da valore aggiunto, anche se nei test hanno stentato a farsi vedere nelle posizioni che contano. Ma ci sono i presupposti per vederli dove meritano. Nicky Hayden punta in alto, e se non perderanno tempo nel preparare al meglio la nuova Fireblade, potrebbe essere della partita.

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YAMAHA
Alex Lowes ed il nuovo arrivato Michael Van Der Mark hanno un compito impegnativo e difficile: portare la Yamaha R1 nelle posizioni che competono al blasone ed alle qualità tecniche della moto giapponese. Ai due piloti non manca il coraggio e la determinazione, ma dovranno evitare principalmente la loro pessima propensione a strafare. Se riescono nell’intento, potranno sorprenderci. Tutta da seguire l’avventura del team Guandalini con Riccardo Russo, che prova “l’upgrade” in SBK dopo le ottime prestazioni in STK 1000, sempre con la R1.

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APRILIA
Uscito da casa BMW, il team Milwaukee approda sulla sponda Aprilia con ambizioni da vertice. Dalla loro hanno il pilota rivelazione della stagione 2016, Lorenzo Savadori, che conosce bene la RSV4 ed ha dimostrato, quest’inverno, di poterla mettere davanti a tutti. Insieme a lui, il “figliol prodigoEugene Laverty, che torna tra le derivate dalla serie dopo una parentesi in MotoGP con tanti “bassi” ma anche con alcuni acuti che ne hanno confermato il valore (superiore, di sicuro, alla moto con cui correva). Più complicata la situazione della IodaRacing, non più interlocutore diretto della casa di Noale e con un solo pilota, Leandro Mercado, che non ha impressionato la scorsa stagione. Tra l’altro, l’argentino si è infortunato allenandosi con il cross, per cui salterà la trasferta australiana e, si spera, sarà in pista in Thailandia. Ma gli altri non staranno ad aspettare…

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BMW
Il team Althea Racing è sicuramente uno dei più preparati ed ambiziosi nel paddock del World SBK 2017. Sulla loro BMW S1000RR ci sarà un occhio di riguardo dalla casa di Monaco di Baviera, e la base è già all’altezza del podio. Però, a lasciare qualche dubbio sono i due piloti ufficiali: Jordi Torres nel 2016 è apparso involuto rispetto al lucido combattente dell’anno prima, mentre per Markus Reiterberger è difficile togliersi il dubbio che sia lì esclusivamente per il passaporto. Insomma, è vero che il team di Genesio Bevilacqua ha avuto l’onore di vincere un mondiale, ma sulla loro moto c’era Mr. Carlos Checa. Intanto, in “panchina” è seduto Raffaele De Rosa, campione STK 1000 in carica, che a parità di moto ha dimostrato di esser veloce quanto i titolari. Anzi, di più…

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MV AGUSTA
E’ uno strano caso. La casa varesina ha deciso di tenersi stretto il posto nello schieramento del mondiale Superbike nonostante un 2016 molto travagliato da punto di vista economico ed industriale. Lo fa con una moto che, a veder bene, è una evoluzione (pur continua e costante) della prima F4 presentata nel lontanissimo 1998 (si, 19 anni fa), derivata da un progetto del 1995.
Eppure, l’incessante lavoro si sviluppo, unito al grande talento del pilota inglese Leon Camier, rende l’accoppiata ancora temibile, tant’è che si sono fatte vedere sempre nelle zone alte della classifica per tempi in tutte le uscite collettive di quest’inverno, ed anche nel prologo di queste ore ha chiuso con un ottimo sesto posto. Forse, qualche podio è nelle loro corde, e forse sarebbe un ottimo canto del cigno per una MV Agusta F4 che, probabilmente, verrà sostituita con un nuovo progetto nel 2018. O almeno così si spera.

Walter Veltri