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Posted by on Mag 4, 2017 in AUTO |

WRC 2017. DOPPIO AFFONDO DI THIERRY NEUVILLE.

Le due vittorie in sequenza di Thierry Neuville in Corsica ed Argentina ci suggeriscono che questa stagione 2017 del World Rally Championship ha tanto ancora da raccontare, e che merita di essere seguita fino all’ultimo metro dell’ultima speciale. Dal toboga d’asfalto delle 10.000 curve del Tour de Corse ai chilometri full gas su sterrato, pietrisco e rocce del Rally d’Argentina, il circus del Mondiale Rally si è trovato spesso in condizioni limite, mettendo in crisi anche quei piloti e quei team che alla crisi sembravano immuni.

In questo contesto, Thierry Neuville sta emergendo dallo psicodramma delle prime due gare puntando sulla concentrazione, il passo e la dimostrata affidabilità della Hyundai i20, avendo dalla sua parte uno “squadrone” ufficiale collaudato sul campo così come la vettura, sviluppo diretto di quella che ha corso lo scorso anno (a differenza delle Toyota Yaris e delle Citroen C3, debuttanti assolute, e della Ford Fiesta, portata in gara dal team “esternoM-Sport di Malcolm Wilson).

Il pilota belga, difatti, ha vinto le ultime due gare i una condizione psicologicamente complessa, ovvero vincendo due “duelli all’ultimo sangue” contro Sebastien Ogier ed un sorprendente Elfin Evans. In queste occasioni, ed in codizioni agli antipodi, Neuville è riuscito a giocare come “il gatto con il topo“, costringendo allo sforzo estremo sia Sua Maestà Ogier che l’Evans in stato di grazia.


Sebastien Ogier, mai come ora, appare in difficoltà. Fa errori, non riesce ad avere il controllo della gara. La Ford Fiesta è una ottima vettura, ma il sostanziale livellamento verso l’alto lo pone in una situazione ben diversa da quando guidava con autorità quella “macchina da guerra” che era la Volkswagen Motorsport. Eppure, dopo cinque gare su dodici, il Re guarda comunque tutti dall’alto della testa della classifica.


Guarda Jari-Matti Lattvala, concreto ed efficace, ma con una Yaris ed una squadra Toyota forse ancora “acerbi“; guarda Thierry Neuville, probabilmente l’avversario più pericoloso, che comunque dovrà continuare un difficile recupero vincendo e facendo punti “pesanti” evitando clamorose cadute.

Guarda Kris Meeke che, se per prestazioni sue e della Citroen C3, potrebbe essere il più veloce e vincente, in realtà è ormai fuori dai giochi, visto che sia la C3 che lui hanno fallito nei momenti topici (e cappottare rovinosamente per ben due volte in un unico rally non è di certo il modo migliore per muovere la classifica…).

Insomma, errori e difficoltà a parte, il Re è sempre Ogier. Sempre in fondo, sempre in grado di rimettersi in gara anche dopo aver fatto uno svarione, come se passeggiare fuori pista faccia parte del programma. Capace di chiudere sempre e comunque, anche quando la sua Fiesta è al limite dello sfinimento.
Si, lo scettro è ancora saldamente nelle mani di Sebastien Ogier, e sarà molto, molto difficile sfilarglielo via. Fino a prova contraria.

Walter Veltri