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Posted by on Mar 12, 2017 in MOTO |

WSBK 2017. A BURIRAM LA DOCCIA FREDDA DI REA.

Eh si. Sul torrido circuito di Buriram, Jonathan Rea ha servito una doccia fredda a tutti quelli che si erano illusi dopo i due arrivi al fotofinish di Phillip Island. Nel secondo round del Mondiale Superbike in terra thailandese, il campione del mondo ha fatto il bello e cattivo tempo, tenendo la sua Kawasaki ZX10R davanti sempre ed in ogni occasione. Una dimostrazione di forza annichilente sia per gli avversari che per chi cerca in tutti i modi la formula per rendere più incerto lo svolgersi delle gare. Solitario vincitore di gara 1, Jonathan Rea ha mangiato in un sol boccone gli otto piloti che gli partivano davanti in gara 2, compreso il buon Marco Melandri che, partito in testa, ha provato ad andarsene.

Il pilota italiano, come nella gara di sabato, non è poi riuscito a tener testa a Tom Sykes, passato avanti a pochi metri dal traguardo con una manovra fotocopia della gara di sabato. Insomma, sulla pista di Buriram la Ducati non è stata all’altezza delle ambizioni, e vede la coda della Ninja di Rea allontanarsi. Chaz Davies, secondo in gara 1, è stato graziato dalla bandiera rossa dopo la scivolata nei primi giri. L’olio perso dall’Aprilia di Lorenzo Savadori gli ha permesso di ripartire, ma non ha risolto i problemi che l’avevano portato a rischiare e cadere. Per lui, risalire in zona podio è stata una mission impossible, probabilmente meno propenso a prendere rischi per evitare uno zero in classifica.

In quest’ottica, anche il quinto posto dietro al coriaceo Jordi Torres va visto come guadagnato e non perso. Buon lavoro anche in casa Yamaha, con Alex Lowes quarto, mentre la Honda naviga ancora a vista, e non riesce a far meglio del settimo posto di Nicky Hayden. In classifica, Rea può già vantare un distacco di ben trenta punti sul Chaz Davies, e siamo solo al secondo dei tredici round mondiali.


Nella Supersport, invece, le novità e le sorprese non sono mancate. L’inno di Mameli ha suonato ancora, e questa volta per merito di Federico Caricasulo, splendido vincitore con una gara in cui ha mostrato velocità, tenacia ma anche visione tattica. Il ravennato ha portato alla vittoria la nuova Yamaha R6, che ha celebrato un clamoroso triplete con il secondo posto della wild card Decha Kraisart ed il terzo del talento finlandese Niki Tuuli, che corre per il team privato di Mika Kallio.

Le due Kawasaki ZX6R del pilota locale Thitipong Warokorn e di Kyle Ryde hanno chiuso alle loro spalle, mentre la trasferta di Buriram è stata nefasta per Honda e MV Agusta, con Jules Cluzel e PJ Jacobsen fuori dai giochi. A salvare capra e cavoli in casa varesina ancora una volta è stato Roberto Rolfo, che con il deludente 11esimo posto ha comunque mantenuto la testa della classifica iridata.

Walter Veltri